COMUNITÀ PASTORALE SANTI MARTIRI

San Vittore al corpo - San Vincenzo in prato
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Calendario settimanale Comunità Pastorale “S. Martiri”

A Auguri dal


In comunione con la Comunità Cenacolo di Madre Elvira

Guidato da don Vittorio de Paoli

INFO e ISCRIZIONI DA NUCCIO (335 366501 nuccio.sala@gmail.com)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. con questo fine settimana, terminata la settimana del Carnevale Ambrosiano, entriamo nel tempo liturgico forte della QUARESIMA, cammino cristiano verso la Santa Pasqua: nel Suo messaggio per la Quaresima 2024 Papa Francesco ci incoraggia a vivere questo tempo come occasione di conversione, di ascolto, di preghiera, di carità; “ATTRAVERSO IL DESERTO DIO CI GUIDA ALLA LIBERTA’!”. 
  1. IN PARROCCHIA PER LA QUARESIMA vivremo le domeniche insieme dei ragazzi e dei genitori, riprendiamo gli incontri per i bambini di II elementare, incoraggiamo la RACCOLTA DI VIVERI non deperibili per i poveri, aderiamo alla campagna di raccolta dalla caritas Ambrosiana, al venerdì al posto della S.Messa preghiamo la VIA CRUCIS alle ore 08.00 e alle ore 18.00, durante le SS Messe festive viviamo il rito penitenziale dell’aspersione con l’acqua benedetta con il proposito di rinnovare il nostro Battesimo. 
  1. questo sabato 17 febbraio: in San Vittore ore 14.30 Rosario e ore 15.00 S.Messa con i GENITORI e AMICI della Comunità Cenacolo; dalle ore 16.00 alle ore 18.00 CONFESSIONI; ore 18.00 S.Messa vigiliare di ingresso in Quaresima con il rito dell’IMPOSIZIONE DELLE CENERI SUL CAPO; ore 19.30 in via Daniele Crespi 6 CATECHESI in preparazione ai Battesimi. 
  1. questa domenica 18 febbraio: INIZIO DELLA QUARESIMA, I DOMENICA DI QUARESIMA, durante tutte le SS Messe il rito dell’IMPOSIZIONE DELLE CENERI SUL CAPO; alle ore 10.30 in San VIttore S.Messa con la VESTIZIONE DEI NUOVI CHIERICHETTI; ore 16.00 in San Vittore BATTESIMO di Virginia. 
  1. lunedì 19 febbraio: ore 21.00 CORSO FIDANZATI in Santa Maria delle Grazie. 
  1. martedì 20 febbraio: ore 16.30 in San VIncenzo ripresa degli incontri per i bambini di II ELEMENTARE;ore 19.00 in San Vittore corsio in preparazione della CRESIMA DEGLI ADULTI; ore 21.00 in sala SAn Vittore in via OLivetani 3 CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE. 
  1. mercoledì 21 febbraio: ore 19.00 in oratorio a San Vincenzo incontro adolescenti GRUPPO KAIRE. 
  1. giovedì 22 febbraio: ore 16.30 in SAn Vittore ripresa degli incontri per i bambini di II ELEMENTARE; ore 21.00 in San Vittore ADORAZIONE EUCARISTICA guidata dalle consacrate del REgnum Christi e dai loro giovani, con possibilità delle CONFESSIONI. 
  1. venerdì 23 febbraio: ore 08.00 e ore 18.00 preghiera della VIA CRUCIS; ore 19.00 in via Daniele Crespi 6 CATECHESI in preparazione dei Battesimi. 
  1. sabato prossimo 24 febbraio: al mattino dalle ore 09.00 alle ore12.00 in San Vittore RITIRO SPIRITUALE a conclusione del CORSO FIDANZATI; alle ore 11.00 S.Messa di CONSEGNA DEGLI ATTESTATI DI PARTECIPAZIONE anche con i genitori, le famiglie, gli amici dei fidanzati; segue un rinfresco in oratorio; ore 18.00 in San Vittore S.MESSA MISSIONARIA animata con canti dall’Ecuador. 
  1. domenica prossima 25 febbraio, II DOMENICA DI QUARESIMA: domenica insieme in oratorio dei ragazzi e dei genitori di III ELEMENTARE tutti (sia San Vincenzo che san Vittore) in SAn Vincenzo; ore 15.00 in SAn Vincenzo INCONTRO GENITORI; ore 16.30 in San Vittore S.Messa dei genitori con i FIGLI IN CIELO.

PAPA FRANCESCO   Mercoledì, 07 febbraio 2024

Catechesi. I vizi e le virtù. 7.   L a  t r i s t e z z a

Nel nostro itinerario di catechesi sui vizi e le virtù, oggi ci soffermiamo su un vizio piuttosto brutto, la tristezza, intesa come un abbattimento dell’animo, un’afflizione costante che impedisce all’uomo di provare gioia per la propria esistenza.

Anzitutto bisogna notare che, a proposito della tristezza, i Padri avevano elaborato un’importante distinzione. Vi è infatti una tristezza che conviene alla vita cristiana e che con la grazia di Dio si muta in gioia: questa, ovviamente, non va respinta e fa parte del cammino di conversione. Ma vi è anche una seconda figura di tristezza che si insinua nell’anima e che la prostra in uno stato di abbattimento: è questo secondo genere di tristezza che deve essere combattuto risolutamente e con tutta forza, perché essa viene dal Maligno. Questa distinzione la troviamo anche in San Paolo, che scrivendo ai Corinzi dice così: «La tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte» (2 Cor 7,10).

C’è dunque una tristezza amica, che ci porta alla salvezza. Pensiamo al figlio prodigo della parabola: quando tocca il fondo della sua degenerazione prova grande amarezza, e questa lo spinge a rientrare in sé stesso e a decidere di tornare a casa di suo padre (Lc 15,11-20). È una grazia gemere sui propri peccati, ricordarsi dello stato di grazia da cui siamo decaduti, piangere perché abbiamo perduto la purezza in cui Dio ci ha sognati.

Ma c’è una seconda tristezza, che invece è una malattia dell’anima. Nasce nel cuore dell’uomo quando svanisce un desiderio o una speranza. Qui possiamo fare riferimento al racconto dei discepoli di Emmaus. Quei due discepoli se ne vanno da Gerusalemme con il cuore deluso, e allo sconosciuto che a un certo punto li affianca confidano: «Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele» (Lc 24,21). La dinamica della tristezza è legata all’esperienza della perdita. Nel cuore dell’uomo nascono speranze che vengono a volte deluse. Può essere il desiderio di possedere una cosa che invece non si riesce ad ottenere; ma anche qualcosa di importante, come una perdita affettiva. Quando questo capita, è come se il cuore dell’uomo cadesse in un precipizio, e i sentimenti che prova sono scoraggiamento, debolezza di spirito, depressione, angoscia. Tutti attraversiamo prove che generano in noi tristezza, perché la vita ci fa concepire sogni che poi vanno in frantumi. In questa situazione, qualcuno, dopo un tempo di turbamento, si affida alla speranza; ma altri si crogiolano nella malinconia, permettendo che essa incancrenisca il cuore. Si sente piacere in questo? Vedete: la tristezza è come il piacere del non piacere; è come prendere una caramella amara, senza zucchero, cattiva, e succhiare quella caramella. La tristezza è un piacere del non piacere.

Il monaco Evagrio racconta che tutti i vizi hanno di mira un piacere, per quanto effimero esso possa essere, mentre la tristezza gode del contrario: del cullarsi in un dolore senza fine. Certi lutti protratti, dove una persona continua ad allargare il vuoto di chi non c’è più, non sono propri della vita nello Spirito. Certe amarezze rancorose, per cui una persona ha sempre in mente una rivendicazione che le fa assumere le vesti della vittima, non producono in noi una vita sana, e tanto meno cristiana. C’è qualcosa nel passato di tutti che dev’essere guarito. La tristezza, da emozione naturale può trasformarsi in uno stato d’animo malvagio.

È un demone subdolo, quello della tristezza. I padri del deserto lo descrivevano come un verme del cuore, che erode e svuota chi l’ha ospitato. Questa immagine è bella, ci fa capire. E allora che cosa devo fare quando sono triste? Fermarti e vedere: questa è una tristezza buona? È una tristezza non buona? E reagire secondo la natura della tristezza. Non dimenticatevi che la tristezza può essere una cosa molto brutta che ci porta al pessimismo, ci porta a un egoismo che difficilmente guarisce.

Dobbiamo stare attenti a questa tristezza e pensare che Gesù ci porta la gioia della risurrezione. Per quanto la vita possa essere piena di contraddizioni, di desideri sconfitti, di sogni irrealizzati, di amicizie perdute, grazie alla risurrezione di Gesù possiamo credere che tutto sarà salvato. Gesù non è risorto solo per sé stesso, ma anche per noi, per riscattare tutte le felicità che nella nostra vita sono rimaste incompiute. La fede scaccia la paura, e la risurrezione di Cristo rimuove la tristezza come la pietra dal sepolcro. Ogni giorno del cristiano è un esercizio di risurrezione. Georges Bernanos, nel suo celebre romanzo Diario di un curato di campagna, così fa dire al parroco di Torcy: «La Chiesa dispone della gioia, di tutta quella gioia che è riservata a questo triste mondo. Ciò che avete fatto contro di lei, lo avete fatto contro la gioia». E un altro scrittore francese, León Bloy, ci ha lasciato quella stupenda frase: «Non c’è che una tristezza, quella di non essere santi». Che lo Spirito di Gesù risorto ci aiuti a vincere la tristezza con la santità.

Prossimi eventi

Feb
24
Sab
9:30 Rinnovamento nello Spirito
Rinnovamento nello Spirito
Feb 24@9:30–11:30
San Vittore – Preghiera del rinnovamento nello Spirito Presso la Cappella dell’assunta nella basilica di San Vittore Rinnovamento Dello Spirito
14:30 Comunità Cenacolo – Genitori
Comunità Cenacolo – Genitori
Feb 24@14:30–17:00
San Vittore – Percorso dei genitori della comunità cenacolo  Rosario, adorazione, riflessione, scambio di gruppi Comunità Cenacolo
Mar
2
Sab
9:30 Rinnovamento nello Spirito
Rinnovamento nello Spirito
Mar 2@9:30–11:30
San Vittore – Preghiera del rinnovamento nello Spirito Presso la Cappella dell’assunta nella basilica di San Vittore Rinnovamento Dello Spirito
14:30 Comunità Cenacolo – Genitori
Comunità Cenacolo – Genitori
Mar 2@14:30–17:00
San Vittore – Percorso dei genitori della comunità cenacolo  Rosario, adorazione, riflessione, scambio di gruppi Comunità Cenacolo

Basilica San Vittore al Corpo

La Basilica di San Vittore in Corpo ha una storia molto antica, che inizia nel IV secolo quando veniva denominata Porziana, dal nome di Porzio, suo antico fondatore, che la edificò forse ampliando un tempio imperiale già esistente (intitolato a Ercole, divinità protettrice di Massimiano).

La storia del martirio di S. Vittore si intreccia con quella dell’imperatore, difatti Vittore era un soldato appartenente alla guardia del corpo dell’imperatore medesimo, il quale piuttosto che abiurare preferì affrontare tutti i supplizi, fino alla decapitazione e alla dispersione delle sue spoglie.

Basilica San Vincenzo in Prato

Spoglia e poco appariscente all’esterno, la basilica di San Vincenzo in Prato svela all’interno un severo, regolare impianto architettonico paleocristiano.

E’ tra le chiese di più antica fondazione a Milano, costruita nella forma attuale tra il IX e l’XI secolo, sui resti di un oratorio cimiteriale di origini romane; una serie di reperti della necropoli si trova murata sul fianco settentrionale della chiesa.

La pianta è a schema basilicale; a tre navate con copertura a capriate, che si riflettono sulla partizione esterna della fronte a pioventi.